Giornata Della Ricerca Italiana Nel Mondo | Alessandra Cappelletti (Xi’an Jiaotong-Liverpool University) |Originalità e versatilità: i principali punti di forza dei ricercatori italiani in Cina

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Alessandra Cappelletti è professore associato presso il Dipartimento di Relazioni Internazionali della Xi’an Jiaotong-Liverpool University di Suzhou in Cina. La sua monografia Socio-economic development in Xinjiang Uyghur Autonomous Region è stata recentemente pubblicata da Palgrave.

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In quale istituzione lavora e su quale tematica verte la Sua ricerca? Fa parte di un programma di scambio con l’Italia? (se si specificare quale).
Sono professore associato alla Xi’an Jiaotong – Liverpool University di Suzhou, in Cina, dove insegno politica estera e società cinese.

Quali sono le principali motivazioni che l’hanno portata a fare questa esperienza in Cina?
Studio cinese dal 1995, da quando cominciai a studiare cinese classico presso la Ca’ Foscari di Venezia. La principale motivazione che mi ha spinta a vivere quest’esperienza in Cina, pertanto, è stata la mia passione per la lingua cinese e la sua straordinaria cultura.

Quali sono secondo Lei i benefici e qual è il valore aggiunto di essere ricercatore in Cina?
Se si ha passione per questo paese e per la sua cultura, il beneficio maggiore è quello di vivere quotidianamente e continuamente immersi in questo mondo. Inoltre, occupandomi di società e politica cinese, mi è stato riservato un laboratorio all’interno dell’università dove ho la possibilità di approfondire gli argomenti di ricerca a me cari.

Quali sono i punti di forza di un ricercatore italiano nel contesto cinese della ricerca da un punto di vista culturale e formativo?
Sicuramente l’originalità e la versatilità dei ricercatori italiani qui sono molto apprezzate e, da parte nostra, abbiamo l’opportunità di imparare tutti i giorni cose nuove.

Come ha vissuto questo periodo di emergenza per la diffusione del Coronavirus prima in Cina e poi in Italia?
Quando in Cina è stata annunciata l’emergenza, ho deciso di rimanere qui per affrontarla nel paese dove vivo e lavoro. Non avrebbe avuto alcun senso per me andare via. L’ho vissuta come è stata vissuta dai cinesi; ho avuto paura all’inizio, solo farmacie e supermercati aperti per due mesi e una lunghissima attesa che la vita riprendesse come al solito. Ora sembra sia tornato tutto alla normalità.

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